LE PROPOSTE DI CASARTIGIANI
in occasione delle elezioni politiche e regionali del 13 aprile 2008
In occasione delle elezioni politiche del 2006, Casartigiani avanzò le proposte che seguono in incontri con il Sen. Centaro (FI) e il Sen. Rotondo (DS) con la presenza della stampa e tv locali, e dopo, singolarmente, con il Ministro Stefania Prestigiacomo (FI), il Sottosegretario Bono (AN) e l’On. Santi Nicita (Udeur).
Per far ripartire l’economia:
- Detassazione degli utili reinvestiti in attività produttive.
- Dichiarazione dei redditi e pagamenti Irpef per cassa e non per competenza.
- Rimborsi IVA in tempo commerciale (60 giorni), per lasciare liquidità alle imprese.
- Obbligo di versamenti IVA solo dopo il reale incasso della fattura, per non penalizzare le imprese le quali hanno già problemi di clientela insolvente.
- Sviluppo ulteriore della legge sui distretti industriali.
- Abolizione totale della tassa sulle piccole insegne commerciali.
- Graduale progressiva riduzione dell’IRAP, già bocciata dalla Comunità Europea.
- Concessione di un bonus fiscale ai contribuenti delle province di Catania, Siracusa e
- Ragusa che hanno pagato più del 10% di imposte e tributi relativi agli anni 1991/1992 (sisma 1990).
A distanza di due anni siamo chiamati al rinnovo del parlamento nazionale e di quello regionale per via della sfiducia al Governo Prodi e le dimissioni, seguite da revoca, del Presidente della Regione Siciliana.
Nel 2006, con la vittoria della coalizione di centro sinistra, e quindi con il Governo Prodi, nessuno dei temi proposti è stato attenzionato da coloro che hanno avuto la responsabilità di governo, anzi sono aumentati gli oneri, sono diventate sempre più difficili le condizioni per gestire le piccole imprese.
Anche il governo della Regione, con maggioranza di centro destra, si è distinto solo per il “nulla”, i commissariamenti in violazione della legge 22/1995, gli sprechi per la formazione esterna, i mancati pagamenti di contributi previsti da specifiche leggi regionali.
Oggi ci preoccupa, e non poco, la triade Governo-Confindustria-Sindacati i quali ignorano completamente il ruolo delle piccole e medie imprese che interessano oltre il 95 per cento dell’economia.
Quello che crea maggiore sconforto, a tutti i livelli, è la mancanza di idee, la massiccia pubblicità dell’anti pizzo e anti racket quasi a depistare l’interesse dai problemi veri e seri, la corsa alle candidature blindate di esponenti del mondo produttivo certamente non in grado, domani, di condizionare le azioni di governo, sia esso di centro sinistra che di centro destra.
Casartigiani, a conferma della sua sigla confederale – Confederazione Autonoma Sindacati Artigiani – non ha inteso chiedere spazi politici, ne tanto meno ha voluto “svendere” la sigla a favore di uno o altro schieramento e questo nella logica del “non si possono servire due padroni”.
Nel ruolo statutario, e preferito, in questa duplice tornata elettorale, ripropone alla attenzione le proposte avanzate due anni or sono, aggiungendo per il governo nazionale le seguenti richieste:
- Rivisitazione delle norme sulla sicurezza, preferendo la prevenzione alla repressione;
- Adeguare le sanzioni amministrative alle capacità contributive delle aziende nello spirito del dettato costituzionale, ed escludendo in ogni caso il sequestro e conseguente vendita giudiziale della prima casa per debiti inferiori al 25 per cento del valore dell’immobile;
- Per quanto riguarda il quarto punto delle proposte 2006 (Versamento IVA dopo l’incasso) prevedere che, di contro, le imprese deducano l’Iva – e le spese riportate – su fatture di acquisto solo dopo l’avvenuto pagamento ai fornitori;
- Eliminare ogni condizionamento sui conto correnti bancari con facoltà di scopertura inferiore a 30.500,00 euro e con attivi di pari importo;
- Riduzione del 50% e per tre anni della contribuzione Inps per i titolari di aziende artigiane mai iscritte e che non abbiano superato i 35 anni di età;
- Promuovere, con legge, il rimborso di tasse e tributi superiori al 10% per quanto previsto per gli anni 1991/1992 per le aree colpite dal sisma 1990. Dopo la sentenza della Suprema Corte di Cassazione, e l’ultima modifica nella legge “mille proroghe” che ha riportato al 10% il previsto 30% con diritto al rimborso per coloro che hanno pagato la percentuale maggiore, nasceranno migliaia e migliaia di ricorsi con aggravi sia per le imprese che per l’erario con il risultato di erogare i dovuti rimborsi magari gravati di interessi oltre all’aggiunta di eventuali spese da rimborsare ai ricorrenti;
- Rafforzare il ruolo dell’imprenditoria artigiana rivisitando la legge n. 443 del 1985 e dando un ruolo primario alle Commissioni provinciali per l’artigianato oggi troppo condizionate dalla gestione delle Camere di Commercio seppure l’artigianato, in tutta Italia, rappresenta il 20/25 per cento delle imprese iscritte e quindi sostenitori economici degli enti camerali;
- Riduzione delle accise sui carburanti per le imprese e i cittadini che operano e vivono in un raggio di 50 Km dalle raffinerie di Priolo, Gela, Milazzo.
Per il Governo della Regione:
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Creazione di un Assessorato alle Attività Produttive che comprenda i settori dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato sulla falsariga del governo nazionale e riconoscendo il dovuto ruolo, e dignità, alla Commissione regionale per l’artigianato;
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Rimodernare il ruolo delle Province, vere strutture vicine alla imprenditoria minore. Si propone di ridurre a 25 i consiglieri provinciali indipendentemente del numero di abitanti. Nell’ambito dei Comuni abolire i Consigli di Quartiere lasciando i compiti amministrativi e prevedendo la nomina di un Delegato del Sindaco per la firma degli atti amministrativi.
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Completa attuazione della decisione della Corte dei Conti, Sezione Controllo Regione Siciliana, 31 ottobre 1995 e 26 ottobre 1995, sulla nomina di commissari straordinari “solo in presenza di eccezionali e specialissime situazioni, come imprevedibili e solo per il tempo necessario alla costituzione degli ordinari organi di gestione”;
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Prevedere che gli eventuali Commissari ed i Revisori nominati dalla Regione siano residenti nelle province di competenza e ciò per evitare costose missioni e notevoli rimborsi che vanificano le riduzioni di costi imposti agli enti vigilati e controllati;
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Adeguamento dei fondi di bilancio per il pagamento dei contributi per la assunzione di apprendisti e relativi agli anni dal 2004 ad oggi;
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Nuova disciplina della formazione esterna, evitando enormi sprechi di denaro, e prevedendo la formazione prevista dalle norme contrattuali e di legge anche da parte degli enti bilaterali e delle organizzazioni di categoria dotate di enti di formazione;
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Studio per una vera rifondazione della cassa regionale per il credito alle imprese artigiane (CRIAS) prevedendo una società finanziaria o una società per azioni con la partecipazione delle organizzazioni artigiane quali soci in rappresentanza dei capitali versati dalle imprese alla Crias quali interessi per prestiti di esercizio e medio termine. Potenziare il rapporto con Artigiancassa per la erogazione di prestiti agevolati con il previsto abbattimento del tasso di interesse con finanziamenti da parte della Regione;
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Riesame delle norme che disciplinano i consorzi fidi adeguandoli a quelle nazionali ed eliminando la prevista partecipazione di rappresentanti della Regione negli organi di controllo interni ai consorzi (revisori) al fine di eliminare costi enormi e l’assurdo che oggi si verifica con il controllo sui controllori.
Logicamente Casartigiani sarà vicina a coloro i quali condivideranno le proposte e si impegneranno, seriamente, a sostenere sia nel parlamento nazionale che in quello regionale le proprie istanze.
Michele Marchese
Presidente Casartigiani Siracusa
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